🎙️ CHIACCHIERANDO CON... MAG

Ciao a Tutti, oggi faremo una chiacchierata con MAG, l'autrice della ~ROYAL LOVE SERIES~, una trilogia Royal Romance che ho amato. 


Ciao Carissima Mag, ho letto tutto d’un fiato la Royal Love Series e ho amato un volume più dell’altro. Prima di tutto ti ringrazio per avermi dato questa occasione di intervistarti, iniziamo parlando di te?

Grazia a te per aver letto la Royal Love Series e per questa intervista! Dunque, sono una persona che sogna tanto, forse troppo, con più trame di storie abbozzate che anni di vita rimasti! Sono sempre stata amante dell’arte, prima della scrittura c’è stato il disegno, il doppiaggio, il canto, la recitazione… Insomma, senza arte non vivo!


Quando hai letto il tuo primo libro?

Da piccola ho letto diversi libri di “Piccoli brividi” e altri sullo stesso genere. Può sembrare strano a credersi, dal momento che scrivo romance, ma da ragazzina amavo l’horror! I film soprattutto. Il primo romanzo rosa che ho letto è stato “I passi dell’amore” di Nicholas Sparks ed ero già grandicella.


Cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di scrittore?

Nel 2017 ho subìto un grande lutto. Essendo una persona molto emotiva, non sapevo come gestire le sensazioni negative e ho provato a buttarmi a capofitto in tutte le cose che, di norma, mi facevano stare bene. Ma non è servito. Ho cominciato a scrivere per tenere impegnata la mente, scoprendo che immaginare la vita intera di più personaggi catturava molta della mia attenzione. Quella che è iniziata come una compagna di viaggio in un brutto periodo è diventata parte integrante di me. Non avrei mai immaginato che scrivere sarebbe diventato così importante. Oggi se non scrivo per uno o due giorni mi sembra di essere incompleta! 


Come è cambiata la tua vita scrivendo?

Da un punto di vista pratico non è cambiata molto. Sono sempre stata appassionata di videogiochi ed ero già abituata a passare molto tempo davanti al PC. Da un punto di vista emotivo è cambiato tutto. Scrivere per me non è soltanto raccontare la vita fittizia di qualcuno, ma è ragionare su me stessa, sulla vita, su situazioni che non mi toccano personalmente ma che apprendo dagli altri, volare in luoghi che non conosco, immaginarne di fantastici e, soprattutto, scegliere il finale che preferisco (positivo, sempre, c’è già troppa negatività nella realtà). Sono sempre stata una persona introversa, che non si espone, che sta al caldo nel suo angolino, e scrivere non è altro che parlare, parlare e parlare. E visti i mattoncini che produco, ne ho davvero tante da dire!


Quando hai capito di essere portata per la scrittura?

Non so ancora se sono portata per la scrittura, ho così tanti dubbi mentre scrivo da sentirmi sempre bisognosa di fare di più, d’imparare di più, di documentarmi di più… Quello che è certo è che sono portata a immaginare, questo sì. Nella mia testa ho così tante vite e tante altre ne verranno ancora.


Ti aspettavi cosi la tua carriera?

Non so se definirla carriera, certamente è un percorso la cui fine è un punto interrogativo. In tutta onestà, quando ho cominciato a scrivere non avevo idea di come funzionasse l’editoria e mi sono ritrovata in un mondo davvero tosto. Penso che i lettori non abbiano idea di cosa significhi davvero pubblicare un libro e non intendo solo scriverlo, editarlo ecc… Parlo proprio di vivere nel mondo della scrittura, dove puoi incontrare persone buone, che ti aiutano, e persone molto negative. Come in tutti i campi, del resto. Sono una persona semplice, sognatrice ma semplice, perciò quello che faccio è scrivere e basta. Ciò che ne verrà, sarà.


Hai delle abitudini particolari durante la scrittura? Hai un luogo/stanza dove preferisci scrivere?

Abitudini particolari no. Scrivo quando posso e soprattutto quando sento di essere dentro la storia. Di norma scrivo al PC sulla mia scrivania, ma mi trovo molto bene anche a letto con il notebook (anzi, ultimamente lo preferisco perché riesco a distrarmi meno). Una cosa che non faccio è ascoltare musica mentre scrivo, però è un elemento fondamentale quando ho bisogno di comporre una scena nella testa.


Quando scrivi un nuovo libro hai già tutta la storia in mente o la elabori strada facendo?

Non comincio mai a scrivere una storia di cui non ho delineato l’intero svolgimento. Ho una cartella pienissima di trame e con “trame” intendo riassunti delle storie dall’inizio alla fine. I punti principali della storia, i colpi di scena, gli argomenti da trattare piazzati nei punti giusti devono esserci tutti, il resto viene durante la stesura.


Dove trovi l’ispirazione per i tuoi libri?

Da tutto. Ho abbozzato una trilogia fantasy dopo aver guardato una foto, una storia spinta dal titolo di una canzone, una dilogia office romance perché “ehi, non ho una storia d’amore in ufficio!”. Centro Smistamento Ritardi è nato in macchina, quando dopo l’ennesimo ritardo aggiuntosi al ritardo che già portavo ho deciso di farci su un racconto. Tratto temi che mi toccano personalmente o che toccano chi conosco o, ancora, temi lontani dalla mia realtà che in qualche modo riescono a coinvolgere la mia emotività. Qualsiasi cosa potrebbe ispirarmi.
Il primo libro della Royal Love series è nato così:
“Quale storia d’amore mi piacerebbe vivere?”
“Quella di una principessa e un principe!”
“Nah, il principe è troppo scontato, come anche la principessa e il popolano. Una principessa e un conte. Mi piacciono i balli a corte in epoca regency, però mi piacciono anche le auto sportive e i vestiti eleganti da sera. E amo i castelli, sono un sogno, ma una bella villa moderna completa di piscina e ogni confort non mi dispiacerebbe lo stesso”.
“Perché non inserire tutto?”
“Giusto”.


Che sensazione si prova dopo aver scritto un libro?

Al 99% dopo aver concluso un libro mi sento triste. Purtroppo non faccio parte di quelli che si sentono soddisfatti della conclusione, faccio parte di quelli che lasciano andare degli amici che mi hanno accompagnato per mesi e al loro posto c’è un senso di vuoto. È strano a dirsi, ma i miei personaggi sono vivi nella mia testa, mi regalano emozioni di ogni tipo e mentre scrivo le vivo con loro. La parola “fine” per me è la conclusione di un viaggio che mi ha dato tanto. E sì, posso farne un altro, ma io lascio sempre un pezzo di cuore e ho bisogno di un po’ di tempo prima dell’avventura successiva.


Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?

La verità? Pubblicare un libro in self è uno stress infinito! Sì, è bellissimo stringere fra le mani il tuo lavoro e sì, è davvero emozionante parlare con i lettori e sapere che sei riuscita a trasmettere tante sensazioni da rendere veri i tuoi personaggi anche a loro. Ma è un passo davvero impegnativo e stressante, soprattutto per una persona emotiva come me. Come ho detto, sono una persona sognatrice ma semplice, desidero soltanto scrivere, emozionarmi ed emozionare. Con meno stress causato da tutti gli step che precedono e susseguono la pubblicazione, certamente potrei dire di star vivendo il mio sogno.


L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere uno scrittore.

Per quanto riguarda me, di positivo c’è che quando do vita ai miei personaggi smettono di fare casino nella mia testa! Considero molto positiva anche la fase di documentazione, studiare il posto in cui ambientare il racconto è un po’ come viverci da lontano, se ci sono riferimenti storici o temi importanti da trattare vanno appresi tutti i dettagli del caso così da avere una base quanto più possibile realistica (mi riferisco per esempio ai disturbi mentali, ai traumi e tutte quelle situazioni vere che se esposte meritano rispetto e approfondimento). È una passione sedentaria più dinamica di quanto si pensi.
Un aspetto negativo è che non tutte le persone che sono accanto a te capiscono la vita di uno scrittore. Non sono mai stata un’animale da festa, anzi sto benissimo nei miei momenti di “solitudine”, tra virgolette perché i miei personaggi sono spesso molto ingombranti nella testa. E comprendo che sia difficile capirlo. Non ti organizzi per uscire la sera per scrivere? Butti la tua vita chiusa in casa. Io invece sento di star vivendo molto più di prima, prima della scrittura. A quei tempi c’ero solo io e i miei pensieri, oggi siamo così in tanti che mi sembra di gestire una famiglia numerosissima!


Raccontami 3 cose interessanti o folli di te.

Vediamo… Ho studiato doppiaggio per due anni, ho concluso un master per acquisire le capacità di editor e correttrice di bozze, ascolto musica a tutto volume a casa o in macchina e canto finché per comunicare mi restano solo i gesti!


Fai un altro lavoro oltre a scrivere? E ti piace?

Sfortunatamente sono disoccupata, ma mi occupo di editing e grafica di tanto in tanto. Entrambe le cose mi piacciono molto!


Se non fossi uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Anni fa ero iscritta alla facoltà di Psicologia Clinica. Ho sempre amato la psicologia, non a caso è un tratto indispensabile nei miei libri, e mi sarebbe piaciuto moltissimo continuare gli studi fino a farne una professione.


Cosa vorresti dire ai tuoi lettori?

Grazie per la fiducia che riponete in me e nei miei scritti! Le vostre parole sono una vera fonte di coraggio soprattutto nei momenti più complicati. E le persone emotive ne hanno davvero tanti. Perciò, grazie di vero cuore a tutti voi che mi scrivete anche poche parole!


Se dovessi ascoltare per sempre la stessa canzone, durante la scrittura, cosa sceglieresti?

Non ne ho idea, non ho una canzone preferita. Posso dirti che al momento ho una grande passione per la musica di Alan Walker. Di certo passerei intere giornate con le sue canzoni! Quante scene mi hanno ispirato!


Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita? C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

In realtà no. E ti dirò, non ho neanche un autore preferito, quello di cui compreresti tutti i libri a scatola chiusa. Ho apprezzato vari scrittori, ma non mi sono mai ispirata a nessuno.


Come scegli le storie dei tuoi libri?

Scegliere quale storia iniziare a stendere è sempre un quiz. La mia mente parte con un pensiero, ma poi sono le storie a scegliere per me (la mia vicinanza emotiva con i personaggi). Per esempio, dopo aver finito di scrivere le storie attualmente in stesura, comincerò a dare vita ad alcuni dei racconti fantasy romance che attendono da ormai troppo tempo il loro turno. Non hai idea di come scalpitino nella mia testa! Non posso non ascoltarle.


Parlando della tua trilogia “Royal Love Series”, come ti è venuta l’ispirazione per scriverlo? Cos’hai amato maggiormente durante la stesura?

Ho spigato prima com’è nato il primo volume. Ciò che ho amato di più durante la stesura è stato sentirmi Eleonore. Io e lei siamo molto diverse ma abbiamo in comune anche tantissime cose. Credo sia il personaggio che attualmente ha più cose che mi riguardano. Ho vissuto all’interno del castello, ho sentito addosso gli abiti eleganti che indossava, ho partecipato alle feste… insomma, mi sono sentita una principessa! E poi, beh… devo dirlo che Leon è casualmente l’uomo della mia vita? Casualmente. Perciò puoi ben capire che mi sono sentita molto, molto coinvolta nella stesura!


Quale dei personaggi dei tuoi libri ti assomiglia di più?

Eleonore. Partendo dai capelli rossi e gli occhi azzurri (per anni ho tinto i capelli di rosso, ora sono passata al viola), poi ai gusti come gli abiti da sera, le scarpe alte, le auto sportive, il canto… Il suo desiderio di libertà è il mio desiderio di libertà. Seppur per situazioni diverse, entrambe siamo collegate a un futuro che vorremmo cambiare ma che di fatto possiamo solo rendere meno faticoso. E le sue guardie del corpo personali, Fabian e Louis, sono i miei fratelli!


C’è un consiglio che vorresti dare?
La vita a volte è davvero complicata. Non complicatela di più. Siate gentili, siate pazienti davanti ai vostri errori e quelli altrui. Circondatevi di gente buona e aiutate chi è in difficoltà.
Consigliaci un libro non tuo.
Ho amato tantissimo “Amore Reale” di Emma Chase, per restare in tema Royal. Letto l’anno scorso, penso di averlo già riletto quattro volte!


Una Citazione di un tuo romanzo che è partita dal cuore.

“Forse l’amore non potrà fare miracoli, ma di certo alimenta il coraggio per inseguire la propria felicità.” Da BAD STARS.


Qual è il libro più difficile che hai scritto?

Forse il mio primo romance fantasy, pubblicato solo per poco tempo su Wattpad e che presto riprenderò in mano. La protagonista è un’assassina in epoca medievale ed è il primo personaggio che di me ha veramente poco. La sua personalità è un po’ disturbata ed entrare nei suoi pensieri, descrivere il suo lavoro senza inutili censure che lei non userebbe, seguirla nei combattimenti… è stata una bella sfida! E non vedo l’ora di riprovarla.


Hai scritto la “Royal Love Series”, la serie “Bad Stars”, l’autoconclusivo Room7 e due racconti brevi (Centro Smistamento Ritardi e Quel giorno), hai altri progetti? Puoi spoilerarci qualcosa?

Da poco ho finito di scrivere un altro racconto breve di cui parlerò presto ai lettori e sto scrivendo un romance autoconclusivo, un music romance i cui protagonisti sono già apparsi in una delle mie storie. Appena mi sarà possibile, comincerò un altro romance sempre autoconclusivo e sempre con protagonisti già apparsi nelle mie opere. E poi… poi sarà l’ora del fantasy romance! Metterò a posto la storia dell’assassina e del suo principe e sarà la volta di un urban fantasy ambientato alle porte di Roma, con protagonista una sciamana e un licantropo. Conto i giorni che mi separano da loro!


Io ti ringrazio infinitamente per avermi concesso questa intervista!.. 🥰

E io ringrazio te per tutte queste belle domande!


Vi Lascio qui il link della mia Recensione dei tre volumi con la trama della ROYAL LOVE SERIES completa.



Link Trama e Recensione I'M NOT A PRINCESS: https://lasartadilibri.blogspot.com/2023/04/im-not-princess.html


Link Trama e Recensione I'M THE QUEEN:





Commenti

Post popolari in questo blog