🎙️ CHIACCHIERANDO CON... DAFNE CAPARICCIA

Ciao a Tutti, oggi faremo una chiacchierata con DAFNE CAPARICCIA, l'autrice di ~NON SOLO NOI~, un New Adult che ho molto apprezzato.


Ciao Carissima Dafne, ho letto il tuo romanzo NON SOLO NOI e l’ho adorato. Prima di tutto ti ringrazio per avermi dato questa occasione di intervistarti, iniziamo parlandomi di te?

Sono una ragazza pacata nata da una famiglia chiassosa, ingombrante e divertente. Ho ben chiaro che la vita e le persone sono complesse, piene di sfaccettature ed amo analizzare il mondo senza mai arrivare a una sola conclusione, perché la relatività è la mia religione. Non esiste una verità unica e perfetta: esistono il contesto, l’educazione, le motivazioni, le azioni e reazioni e così via… Ho sempre amato la psicologia e poi mi sono appassionata alla sociologia. Non avrai mai una risposta secca da me, ma avrai sempre un nuovo punto di vista da valutare, che ti faccia ragionare, comprendere aspetti che non consideravi.
Per questo motivo, sono un’amica e una compagna difficile: non esistono giudizi lapidari per me, e non si può mai avere solo ragione o torto… cerchi un consiglio, io ti apro un mondo di opzioni, vuoi solo essere appoggiato/a, io ti metto in discussione…
Ad ogni modo, che ti piaccia o meno come penso e cosa dico, io ascolto sempre attentamente, e l’importanza della situazione che mi descrivi la percepisco come mia.
Sono un po’ pesante, a pensarci bene 🙂


Quando hai letto il tuo primo libro?

Non ricordo, però ho bene in mente che tra la prima e la seconda superiore ho iniziato a divorare i libri che prendevo in prestito da amici più grandi: Isabel Allende, Daniel Pennac, Niccolò Ammaniti…


Cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di scrittore?

Sempre in quel periodo della mia vita iniziai a scrivere un libro, si intitolava “Uno dei tanti… frammenti di incoerenza”, lo persi a causa dell’incuria di una cara amica, che mi bruciò il pc. Poi iniziai un periodo un pò turbolento della mia vita, poi l’università ed il lavoro che si alternavano e scrivere divenne il blasonato sogno chiuso nel cassetto. Durante il covid, iniziai a lavorare da remoto full time. Il primo anno grazie alla disorganizzazione della mia manager trascorrevo intere giornate connessa, ma a far niente e allora iniziai. La sensazione di precarietà e paura che la pandemia mi dava, veniva sconfitta da ogni pagina.


Come è cambiata la tua vita scrivendo?

Durante il covid credo mi abbia salvato dalla paranoia e dal nervosismo. Scrivere mi rilassa e alleggerisce. In un certo senso mi fa sentire meno “strana”: ho sempre sognato molto ad occhi aperti, sempre fatto grandi chiacchierate con me stessa, immaginandomi scene, dialoghi, piccole storie. Come se la realtà non mi bastasse mai… Ora tutte quelle "visioni" so che potrebbero concretizzarsi in storie.


Quando hai capito di essere portata per la scrittura?

Non l’ho ancora capito!


Hai delle abitudini particolari durante la scrittura? Hai un luogo/stanza dove preferisci scrivere?

L’unica costante è la musica. Un sottofondo romantico, di sentimento che aiuti a far uscire le emozioni.


Quando scrivi un nuovo libro hai già tutta la storia in mente o la elabori strada facendo?

Ho in mente una storia, ma sistematicamente, mentre scrivo quella cambia.
Scrivere è una forma di “potere”, puoi creare mondi, persone, stabilire la fine che desideri, fare in modo che le cose vadano come desideri tu… nella stragrande parte del progetto… capita però che una volta che sei partito, i tuoi personaggi si delineano così bene nella tua testa (spero anche nel libro) che non puoi proprio fare come vuoi tu su tutto, perché devono essere coerenti con loro stessi, e allora capita che vadano dove non ti aspettavi e che facciano qualcosa che non immaginavi prima e la storia prosegue passo dopo passo.


Dove trovi l’ispirazione per i tuoi libri?

Gran parte di quello che scrivo trae spunto dalla mia realtà e si mescola nella mia fantasia. La mia testa, come ti dicevo prima, viaggia con la fantasia da quando sono bambina.


Che sensazione si prova dopo aver scritto un libro?

Soddisfazione e timore.
Finché quello che scrivi è solo tuo è protetto. Ci hai creduto, ci hai investito tempo e fatica. C’è dentro una parte di te. Esporlo al pubblico vuol dire esporre al giudizio non solo la tua scrittura, ma anche quello che volevi trasmettere, quello che credevi potesse coinvolgere ed importare agli altri. Vuol dire, per me, esporre una parte intima e molto delicata dei miei sentimenti.


Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?

Sì, è stato elettrizzante. E’ stato come realizzare che la mia fantasia non era solo una “distrazione”, una stranezza, ma era una dote, era un talento, una particolarità che ho sempre nascosto per timore del giudizio altrui. E’ stato come una rivincita ed il famoso cassetto che avevo chiuso da ragazzina si è aperto: non tutti lo aprono; io ero riuscita a fare qualcosa che per molti resta solo un sogno. Mi sono sentita speciale per un pò…


L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere uno scrittore.

Premettendo che ancora non mi ci considero, per me l’aspetto positivo è quello di fare qualcosa che si addice al mio modo di essere, la famosa fantasia di cui sopra…, e le sensazioni che mi trasmette di conseguenza. L’aspetto negativo è sempre quel timore dell’esporre al pubblico quella parte di “anima” che ci metti dentro.


Raccontami 3 cose interessanti o folli di te.

Se di notte guardo la TV e becco le televendite mi ci incanto finché il mio compagno non mi sgrida: una volta ho guardato in loop quella dei jeggings per circa 1 ora e anche quella del motorino per gli anziani con scarsa mobilità. Come diremmo noi della periferia: mi mandano a male!
Mia madre è un mito per tutte le mie amiche e sicuramente anche per chi ha la fortuna di conoscerla. Il suo motto preferito, utilizzato come citazione da molti è: fotto e me ne fotto. Che è un pò la sua filosofia di vita… Una filosofa praticamente!
Io e la mia comitiva abbiamo fatto spesso delle grandi stupidate. I ragazzi di “Non solo noi” sono tutti tratti da miei amici veri. Una volta ho creduto veramente di morire ed il mio unico pensiero era che mia madre si sarebbe incazzata a morte per come ero morta! Ero a Ibiza con alcune amiche e siamo andate allo schiuma party di una famosa discoteca. Nessuno ci aveva avvertito e nel giro di pochi secondi, la pista aveva raggiunto quasi i 2 metri di altezza di schiuma densa. Non respiravo e involontariamente aprivo anche la bocca. Sono scivolata in terra, perché era impossibile riuscire a stare in piedi e venivo calpestata da chi tentava di scappare e mi cadeva addosso. E’ scattato il panico. La gente sui cubi prendeva a caso le persone per tirarle su. Un ragazzone mi ha preso per la maglietta strappandola. Ero mezza nuda ed il tipo mi ha anche palpeggiato alla grande prima di trarmi in salvo, ma gliene sarò per sempre grata. Non è stata una gran serata…


Fai un altro lavoro oltre a scrivere? E ti piace?

Ora no, mi è stata data la possibilità di investire il tempo che ho quando le mie bimbe sono a scuola per potermi dedicare alla scrittura. Prima lavoravo come marketing assistant in una multinazionale americana.
A me piaceva lavorare in ufficio, soprattutto in ambienti giovani. Ho sempre creato ottime relazioni e mi sono sempre divertita tanto. Amo riuscire. Quando ho dei compiti o dei progetti e riesco a raggiungere i miei obiettivi mi sento bene: appagata, realizzata. E’ un modo oggettivo per apprezzarmi, per continuare a credere in me stessa.


Se non fossi uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

L’opinionista TV. Hai presente Tina Cipollari? ADORO! Ti pagano per dire quello che pensi di qualsiasi cosa senza filtri o ipocrisia, fare domande scomode, illazioni provocanti… Con leggerezza, perché non si parla mai di cose veramente importanti.


Cosa vorresti dire ai tuoi lettori? 

Andate al di là della prima apparenza. Superate i primi giudizi. Leggete tanto, tantissimo, e nella lettura aprite le menti e sviluppate l’empatia. Leggere e mettersi nei panni degli altri può migliorare le persone, renderle più sensibili, più attente agli altri, più consapevoli. Coltivate le emozioni, quelle belle, quelle brutte… ridete, arrabbiatevi, piangete per i film, per i libri, per le canzoni! Vi sentirete sempre più vivi e sempre più pieni.


Se dovessi ascoltare per sempre la stessa canzone, durante la scrittura, cosa sceglieresti?

Sogni appesi di Ultimo.


Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita? C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

In adolescenza rimasi fulminata dalla Casa degli spiriti di Isabel Allende. In generale la sua scrittura mi rapisce sempre ed è davvero difficile che un suo libro non mi faccia sognare. Lei ha una capacità descrittiva ed evocativa a cui ambisco. Quella sensazione di sospeso che c’è sempre nei suoi personaggi, un velo di mistero, la complessità che c’è dietro o meglio dentro ai personaggi (che altro non è che la complessità di ogni essere umano)... Se un giorno riuscirò a ricrearla, mi considererò una scrittrice con una buona penna!


Come scegli le storie dei tuoi libri?

Cammino, ascolto musica, vedo un paesaggio, sento un odore famigliare… e parte una storia in testa, se la storia mi parla, non se ne va, torna a farmi visita, allora butto giù una linea temporale, se c’è abbastanza da sviluppare, inizio a scriverla.


Parlando del tuo romanzo ”Non Solo Noi”, come ti è venuta l’ispirazione per scriverlo? Cos’hai amato maggiormente durante la stesura?

“Non solo noi” è un collage di persone e fatti realmente esistiti/accaduti che ho raccolto in una storia d’amore. E’ come se fosse una sintesi della mia giovinezza, anche se non è tutto vero e l’arco temporale non è corretto.
Quello che ho amato di più è stato riuscire a inserire elementi importanti della mia vita affinché sopravvivano a me. Seppur non è assolutamente una biografia, dentro ci sono parti delle mie amiche, citazioni che ho amato, situazioni che ho voluto rimarcare. Dentro c’è la complessità della vita, delle relazioni, dei sentimenti.


Quale dei personaggi dei tuoi libri ti assomiglia di più?

La protagonista, Rossana, è basata su di me. Ha le mie resistenze e i miei bisogni. Ha i miei capelli e le mie cattive abitudini (alcune con l’avanzare dell’età le ho eliminate…)


C’è un consiglio che vorresti dare?

Come dicevo prima, leggete e apritevi alla vita in qualsiasi modo possibile, soprattutto coltivando le emozioni, abituandovi a sentire la vita, ad ascoltare le persone, a osservare il mondo che vi circonda. Vogliate essere felici e fate in modo di riuscirci… Nessuno vi vorrà mai bene quanto voi stessi ed il regalo più bello che potete farvi è VIVERE veramente e goderne, tutto il resto, le amicizie, gli amori, la soddisfazione nel lavoro avranno il giusto peso e vi regaleranno le giuste soddisfazioni.


Consigliaci un libro non tuo.

L’Alchimista di Paulo Coelho. Per avere una visione del mondo che dà “speranza” e trovare forse il coraggio per aprire i propri cassetti. E’ una favola che ti insegna ad avere fiducia in quel piano “divino” che ognuno di noi ha: chiamali sogni, inclinazioni o forse destino, siamo più di corpi e cervelli, io ci credo molto e credo che ognuno di noi abbia una storia interessante da vivere, basta averne il coraggio e la fede.


Una Citazione di un tuo romanzo che è partita dal cuore.

“L'amore non dà nulla fuorché se stesso, né prende nulla se non da se stesso; L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto: Poiché l'amore basta all'amore." (Gibran Kahlil, Il Profeta)
Ci sarà anche nel seguito, perché il succo di tutta questa storia sta proprio nelle sue prime righe, qui.


Dopo aver scritto “Non Solo Noi” hai altri progetti? Puoi spoilerarci qualcosa?

Sto per pubblicare una seconda versione del mio romanzo d’esordio “Non solo Noi” e contemporaneamente ne sto ultimando il seguito, che spero di riuscire a pubblicare in luglio. Ho anche un altro romanzo che non vedo l’ora di riprendere, che si intitola “Caterina dammi la mano”. E’ una storia a cui tengo moltissimo e spero davvero che possa incontrare il favore dei lettori. E’ una duplice storia d’amore: Caterina si ritrova ad accudire un bimbo di 5 anni, che le fa riscoprire emozioni assopite e le risveglia ricordi importanti. Ne nasce una tenera amicizia che aiuterà soprattutto Caterina nella sua crescita. Lo zio del bambino, d’altra parte entra nel cuore della protagonista come un uragano… E’ una storia basate su emozioni piccole e grandi.
Mia figlia è un pò in quel bambino… voglio immortalare anche lei.
In ultimo, devo avviare un progetto su due personaggi secondari di "Non Solo Noi" , che nel secondo romanzo hanno un po’ più di spazio. Non lo avevo in programma, ma scrivendo il seguito, si sono affacciati in modo prepotente e forse hanno una loro storia da sviluppare.


Io ti ringrazio infinitamente per avermi concesso questa intervista!.. 🥰


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